Chiesa del Purgatorio

Chiesa del Purgatorio - Esterno

Chiesa del Purgatorio – Esterno

La Chiesa del “Purgatorio Nuovo”, sita al piano, in via Ridola, fu costruita col contributo di cittadini e della Confraternita del Purgatorio. Iniziata nel 1725, fu portata a termine nel 1747, su disegno dell’ing. Giuseppe Fatone di Andria. I lavori furono eseguiti da maestranze pugliesi e materane, interpretando i motivi architettonici comuni ad altre costruzioni locali ed adoperando il tufo, estratto dalle vicine cave della città. Fu aperta al culto nell’agosto del 1747 e consacrata da Mons. Antonio Antinori, nel maggio del 1756. La Confraternita del Purgatorio, finalmente, aveva la sua sede definitiva, dopo essere stata allogata, prima nella Chiesa del Purgatorio vecchio (Sasso Caveoso), poi nelle Chiese di Cristo Flagellato, S. Domenico, S. Rocco, S. Lucia, Santa Chiara e, in fine, Sant’Eligio.

ESTERNO

La facciata fu realizzata da Vitoantonio Buonvino e Bartolomeo Martemucci, è del tipo convesso e riecheggia vagamente le esperienze Bononiane, come S. Carlino alle quattro fontane, o di Pietro da Cortona. Di ispirazione barocca, desta molta curiosità per le composizioni figurative che l’adornano tutte sul tema della morte e redenzione delle anime. E divisa da una cornice marcapiano. La parte superiore è tutta racchiusa da due acroteri, con angeli e cesti di frutta, nonché da paraste con figure di penitenti avvolti dalle fiamme. Culmina con la statua della Madonna con il Bambino, racchiusa in una nicchia coronata da ampi festoni. Alla base c’è la data: 1774. La parte inferiore è quella di maggior rilievo. Presenta un portale che, a sua volta, contiene la porta centrale d’ingresso in legno, divisa in ben 36 riquadri: in quelli superiori sono scolpiti teschi di prelati e regnanti morti, in quelli inferiori, secondo l’ordine gerarchico e sulla base dell’obolo offerto per la costruzione della Chiesa stessa, i comuni cittadini. Nel timpano, sul portale principale, spiccano decorazioni simboliche con grande effetto di movimento e gioco di luci. Al centro, subito dopo la cornice del portale, insiste una iscrizione invocativa. Ai lati dell’ingresso principale, vi sono due porte. Su di esse, entro due profonde nicchie, sono collocate, su quella di sinistra, la statua di san Michele Arcangelo (XVIII), su quella di destra – oggi murata – l’Angelo Custode (XVIII sec.). In posizione arretrata rispetto alla facciata, è ubicato il campanile a vela, con doppio fornice e con croce al centro.

INTERNO

Chiesa del Purgatorio - Interno

Chiesa del Purgatorio – Interno

A croce greca, a pianta centrale, l’interno presenta una bellissima e leggerissima cupola in legno di forma ottagonale, realizzata da Nunzio Antonio Tatarelli e Lorenzo Sarra. Questa poggia su un tamburo circolare, sostenuto da pilastri compositivi, con semi capitelli corinzi. Le pareti tutte decorate di stucco, sono arricchite da altari e fregi, ritmati da una cornice marcapiano – meno aggettante di quella esterna – dipinta a mo’ di marmo, che evidenzia l’articolazione della pianta. Lo spazio della Chiesa, in tal modo, acquista un tono di grandiosità irreale, dovuta alla distribuzione della luce che piove dall’alto. Gli altari, in tutto, sono tre, compreso quello centrale maggiore. Sull’altare di destra, c’è una tela raffigurante la morte di san Giuseppe, opera, probabilmente, di Vito Antonio Conversi (XVIII sec.). Ad una certa altezza è posto un bellissimo pulpito in legno dorato, mentre sul dossale è inserito un dipinto raffigurante S. Vincenzo Ferreri. Sull’altare maggiore c’è una tela con san Gaetano che intercede presso la beatissima Vergine Maria, per le anime del Purgatorio. Anche quest’opera e attribuita a Vito Antonio Conversi (XVIII sec.). Nel catino absidale, in alto, si possono osservare due piccole tempere su muro, di forma ovale, e che presentano i Santi patroni della Città: sant’Eustachio e Maria SS. della Bruna. Sull’altare di sinistra una tela presenta la Vergine incoronata, san Nicola da Tolentino e le “anime purganti” (XVIII). Ad una certa altezza, si scorgono, secondo una precisa disposizione, le otto tele di Francesco Oliva, raffiguranti scene della Passione e datate tra Il 1760 e Il 1785.Sulla controfacciata c’è un discreto organo, opera di Leonardo Carelli, con piccoli dipinti inseriti nei medaglioni della cantoria, aventi per soggetto: S. Antonio da Padova, un Santo Vescovo, la Madonna del Rosario, l’Arcangelo e san Francesco da Paola. Particolare non trascurabile solo le quattro porte interne, inserite in cornici di pietra e sovrastate da rimpani, che hanno sculture raffiguranti teschi e cartigli, su cui si leggono scritte invocative.