Chiesa di Santa Lucia e Agata alle Malve

2690Alle spalle della rupe dell’Idris si trova il complesso di Santa Lucia alle Malve. Scavato sul ciglio della gravina, risale all’ottavo secolo, quando ospitava una comunità benedettina, in seguito trasferitosi in un altro monastero. Fra le benedettine che presero parte alla millenaria comunità monastica, vi è anche santa Eugenia che morì nel 1093. La chiesa è composta da tre navate molto ampie e dalla volta pianeggiante ritmata da cinque piccole cupole. La navata destra presenta i resti di quattro nicchie ed è divisa dalla navata centrale da tre archi. L’originaria iconostasi non esiste più, ma questa fu segata in blocchi di tufo e parte di questi furono usati per costruire la focaia presente nella navata di sinistra in cui è presente un blocco di tufo con una parte di un affresco trecentesco che raffigura Sant’Agata. Il piano di calpestio risulta notevolmente più basso rispetto all’origine, e si suppone che in principio questo non fosse pianeggiante, ma in salita verso l’altare. Due pilastri dividono la navata centrale da quella di sinistra, che presenta otto nicchie con colonne e capitelli. A dividere l’aula dal presbiterio vi è un grande arco, e non vi è alcuna divisione con il santuario posto all’interno che invece originariamente era diviso da sei archetti che insistevano su colonnine. Le tracce di questa struttura sono ancora visibili sulla volta. Nelle nicchie che adornano la parete di sinistra, sono presenti pregevoli affreschi di mano ignota, alcuni databili attorno al 1000-1100. Nella navata di destra, grazie ai lavori di restauro è stato riportato alla luce un affresco che raffigura l’Incoronazione della Vergine. La Vergine ed il Cristo sono posti su due troni ad altezze diverse ed il Cristo che pone la corona sul capo della Vergine potrebbe significare il passaggio dalla iconografia bizantina a quella più tipica del Duecento, che vede aumentare di importanza il culto della Madonna.